LETTERE DI STIMA PER IL ALVORO SVOLTO DI RICERCA E DOCUMENTAZIONE DA PARTE DI STUDIOSI, STORICI...

PAGINA IN COSTRUZIONE E AGGIORNAMENTO


Tra tutti i libri e le testimonianze che ho visionato relativi alla storia della strage di Santa Giustina in Colle (27 aprile 1945), devo ammettere che il docufilm di Mauro Vittorio Quattrina è senza dubbio il più equilibrato. Decisamente cauta e imparziale è anche la sua descrizione della figura dell'ex partigiano Graziano Verzotto, indicato da più parti come elemento altalenante tra fascismo e resistenza e, nel dopoguerra, vicino ad ambienti democristiani siciliani dove navigavano personaggi indicati apertamente come capi mafiosi.

Quattrina è uno storico e la storia, a mio modesto avviso, deve, dopo aver appurato i fatti, aprirsi ad un giudizio: altrimenti rimane mera attività giornalistica. Poi, nel tempo, questi giudizi potranno venir modificati alla luce  di nuove acquisizioni e scoperte. Così la intendevano sia Croce che Marc Bloch nel suo "Apologia della storia o mestiere di storico".

Ma è proprio necessario dare sempre e comunque un giudizio, emettere una sentenza? O non è forse preferibile, in mancanza di dati certi, condurre lo spettatore o il lettore ad ispezionare accuratamente  i vari percorsi possibili? I fatti di Santa Giustina dove, a distanza di tanti anni, tutto appare ancora avvolto nelle nebbie di molte contraddizioni, consigliano di optare per questa soluzione che è anche la scelta operata da Quattrina.  In termini giuridici si  chiama "assoluzione per insufficienza di prove"; in termini storici è semplicemente onestà professionale. La ricerca storica di Quattrina ha avuto anche questo grande merito.

 

Antonio Serena

Treviso, 8 giugno 2017.