In questa pagina "LIBRI CHE COPIANO SE STESSI" affronteremo un quadro sinottico relativo ai "copia ed incolla" dei libri. In poche parole: qualcuno scrive una cosa per primo e tutti, nei libri scritti "quasi" fino ad oggi, ci vanno dietro e la maggior parte senza chiedersi il perché e il per come degli avvenimenti e non ravvisando palesi contrasti , contraddizioni e anomalie. Alcuni "raccoglitori di notizie", storici e non storici, danno credito agli scritti di Graziano Verzotto e alle relazioni della Damiano Chiesa, che presentano evidenti lacune, come se fossero oro colato, ma mettendo successivamente in dubbio un quadro strapieno di ombre, come lo storico Ceccato e infatti  egli afferma che : "Anch'io inizialmente credevo alle versioni di Graziano Verzotto...".

 

Interessante poi riportare quanto lo stesso storico Ceccato scrive e cioè:

 

GRAZIANO VERZOTTO. Sul finire del 1994 il fratello dell'attore (inteso come Graziano Verzotto) mi comunicò la disponibilità ad approfondire– oltre al tema della Resistenza nel camposampierese, di cui era stato controverso protagonista – i retroscena della morte di Enrico Mattei, di cui era stato collaboratore, e di altre pagine di storia siciliana che si erano incrociate con la sua vicenda politica. Una quindicina di incontri, concentrati nel 1995 ma protrattisi fino al 2006, e tradottisi in decine e decine di ore di conversazioni puntualmente registrate mi fornirono spunti per un'unica pubblicazione (Resistenza e normalizzazione nell'Alta padovana), uscita nel 1999 e sostenuta finanziariamente da Graziano Verzotto.

 

 

Ogni commento diventa personale.

 

Iniziamo: le parti in giallo sono, nei vari libri, quelle prese pari pari dagli altri libri o molto similari, e che riproponiamo parzialemente essendo molto lunghe le parti "copia ed incolla" ma giusto per far comprendere come viene oggi portata avanti la storia... e tramandata alle generazioni future. Ah è utile far notare che mai i tedeschi arrivarono di notte fra il 26 e il 27 aprile.

 

 

Dal libro di Antonio Alessi VOCAZIONE EROISMO, biografia di Don Lago, pag. 162

"La notte di mercoledì 25 aprile, il gruppo di partigiani di Santa Giustina con un riuscito colpo di mano, riescono ad impadronisrsi del paese, scacciando il presidio tedesco e svaligiando i loro magazzini. L'azione ben condotta è tuttavia prematura e avrà fatali conseguenze. Avvertiti i tedeschi e le brigate nere di Camposampiero e Castelfranco, si mettono in azione per una rappresaglia punitiva. Circa duecento uomini fortemente armati e appoggiati di autoblinde, prendono posizione nella notte fra il 26 e 27 aprile, iniziando un miciadiale fuoco di sbarramento. I partigiani, in scarso numero e malamente armati, tentano di opporre una disperanta quanto inutile resistenza, trincerandosi al centro del paese, particolarmente nei locali della parrocchia: l'asilo , il teatro. il campanile.

 

 

Dal Libro di Fabris - Menzato IL SACRIFICO DEI PADOVANI nella Guerra di Liberazione - pag 24

"Nel corso della notte di mercoledì  25 aprile il III battaglione della brigata "Damiano Chiesa III" comandata da Graziano Verzotto, con un riuscito colpo di mano, si impadronisce di S. Giustina in Colle, scacciando il presidio tedesco e svaligiando i suoi magazzini. L'azione ben condotta era però prematura e doveva avere fatali conseguenze., Avvertiti i tedeschi e le Brigate Nere di Camposampiero intraprendevano una azione punitiva. Circa 300 (!!!) uomini fortemente armati e appoggiati da autoblindo, preseo posizione nella notte fra il 26 e il 27 aprile intorno a Santa Giustina, iniziando un micidiale fuoco di sbarramento, I partigiani tentano di opporre una disperata quanto inutile resistenza trincerandosi al centro del paese e particolarmente nei locali della parrocchia: L'asilo. il teatro, il campanile.

 

 

Dal Libro di Guerrino CItton LE TRE BRIGATE PARTIGIANE, 2006  testimonianza di Giuseppe Ruffato, pag. 535

"La notte del 25 aprile, nostri partigiani unitamente a quelli della Brigata Garibaldi, con un riuscito colpo di mano, ebbero ragione del presidio tedesco disclocato in Santa Giustina conquistanto e svaligiando il deposito. A seguito di questa azione e del fatto che il comandante di Battaglione Fatuso Rosso, imbattutosi in una pattuglia tedescal'aveva eliminata a raffiche di mitra, i brigatisti di Camposampiero e di Castelfranco Veneto, nonchè i tedeschi dell meedesime località, si mossero congiuntamente per una azione punitiva nei nostri confronti.

Fortemente armati ed appoggiati da autoblindo, nella notte tra il 26 e 27 aprile presero posizione intorno a Santa Giustina in Colle iniziando di primo mattino un fuoco micidiale. In numero esiguo e non sufficientemente armati tentammo di opporre na disperata resistenza trincerandoci nel centro del paese.

Dal Libro di Guerrino CItton LE TRE BRIGATE PARTIGIANE, 2006  testimonianza di TIno Vanin (da inserire)

 

Dal libro di Don Olivo Casarin STORIA DI FRATTE E SANTA GIUSTINA IN COLLE, 1972 pag. 264

La notte del 25 aprile il gruppo di partigiani di Santa Giustina, in con un riuscito colpo di mano, approfittando della confusione che regnava, riuscirono ad impadronirsi del paese, scacciando il presidio tedesco e svaligiando i loro magazzini.

L'azione ben condotta, era però prematura, e doveva avere fatali conseguenze, Avvertiti i tedeschi e le Brigate Nere di Camposampiero e Castelfranco Veneto, si misero in marcia per una spedizione punitiva. Circa 200 uomini, fortemente armati e appoggiati da autoblinde, presero poszione nella notte tra il 26 e il 27 aprile attorno Santa Giustina. Iniziando un fuoco micidiale di sbarramento. I partigiani,, in scarso numero e male armati, tentarono di opporre una disperata, quanto inutile resistenza, trincerando  al centro del paese  e particolarmente nei locali della parrocchia; l'asilo il teatro il campanile.