attivo dal settembre 2014

Questo sito e' sussidiario al documentario e ad esso dipendente, conseguente e ne allarga e sviluppa la storia aggiornandola di volta in volta. Contiene inoltre sviluppi relativi ad articoli di stampa ed azioni legali inerenti al documentario dopo la sua uscita.

SOLIDARIETA' AL PROF. CECCATO

Il regista Mauro Vittorio Quattrina ha realizzato una quarantina di documentari, oltre a conferenze, mostre ecc..., tanto da essere stato premiato con " La Chiave della Legalità" dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca per l'impegno e la divulgazione della storia attraverso i suoi documentari". Suona  bizzarro il fatto che l'Avv. Luigi Verzotto abbia querelato penalmente il regista Mauro Vittorio Quattrina perché con il documentario "La memoria di Giano" avrebbe offeso la memoria del fratello Graziano Verzotto, partigiano.

 

Il tribunale di Padova ha archiviato la querela sposando le tesi del regista Quattrina.

 

 l'Avv. Luigi Verzotto, ha proposto appello all'archiviazione e ancora una volta il Tribunale di Padova ha dato ragione alle tesi del Regista Quattrina per aver applicato correttamente la critica storica, che per di più è un diritto Costituzionale.

 

A seguito delle confermate  due sentenze, l'Avv. Luigi Verzotto presenta, nei confronti del regista Quattrina, una causa civile e la richiesta di 50.000 euro di danni. La prima udienza sarà a settembre 2017. Vi terremo informati sugli sviluppi.

 

L'avv. Luigi Verzotto mianccia querele  al prof. Ceccato  (anche al prof. Criscenti e al suo editore, purtroppo oggi morto, per uno scritto che appare sul libro del prof. Criscenti sulla vita del prof. FIlippetto - uno dei morti della strage di Santa Giustina ); scritto dove, fondamentalmente, il prof. Ceccato, forse il massimo esperto della strage di Santa Giustina, appoggia storicamente una delle tesi del regista Quattrina, esposta nel documentario, e la correttezza della critica storica dello stesso, oltre a parlare delle avventure politiche del dopoguerra del Graziano Verzotto.

 

La cosa bizzarramente curiosa è che l'avv. Verzotto, nella querela nei confronti del regista e nella causa civile, cita molto spesso gli scritti del prof. Ceccato a dimostrazione delle sue ragioni,  salvo poi minaccarlo di querela e richiedergli 50.000 euro, anche a lui..., attraverso una società di mediazione legale, (vedi documenti più avanti), quando ciò che storicamente valido e documentato Ceccato afferma, non corrisponda a quello "desiderato" dal Verzotto.

 

Ora, la domanda che al lettore di questo sito si può porre è: "L'avv. Luigi Verzotto invia al prof. Ceccato, al prof Criscenti e all'editore, la copia della causa civile che ha proposto contro il regista Mauro Vittorio Quattrina con la richiesta dei 50.000 euro di danni; in sintesi il discorso è che se non ritirate quanto scritto nel libro di Criscenti vi aspetta questo". Ora, al di là della deontologia professionale di mandare la citazione del regista, non appare una azione elegante .

 

                      Al professor Ceccato ela prof. Criscenti va tutta la solidarietà del regista Mauro Vittorio Quattrina per quanto ora sta vivendo.

 

Reputiamo inoltre che se è vero quello che pensa Luigi Verzotto, e cioè che suo fratello è stato un combattente per la libertà, non ci sia molto onore nel querelare, nel minacciare querele, nel voler far ritirare libri e dvd realizzati da persone che nel documentato e nel più che documentato studio storico, spirito di libertà di parola di stampa e  di critica storica, garantiti costituzionalmente, non la pensano come l'avv. Luigi Verzotto.

 

In questo caso, se è vero che Luigi Verzotto è stato un partigiano combattente per la libertà, lo stesso ha combattuto per nulla.

 

Alla luce di quanto sopra, troviamo significative le parole che il prof. Ceccato rivolge in scritti pubblici, diffusi dallo stesso prof Ceccato,  al Luigi Verzotto:

 

"...confido nella saggezza dei giudici, che sapranno identificarla in un serial stalker (in campo legal-giudiziario, s’intende)" 

 

Ora leggiamo pag. 298 del libro dell'avv. Beghin premesso che lo stesso dice che i tedeschi prima della rappresaglia cercano Verzotto e i partigiani del paese per evitare la strage di civili e di indicare i partigiani rastrellati. "Il comandante tedesco insiste per avere informazioni sul nascondiglio di Graziano Verzotto" che ricordiamo egli stesso nei documenti afferma di essere il comandante dei partigiani quel giorno e che teneva la piazza di Santa Giustina, (Pag. 165)  così lo storico scrive: "A questo questi errori strategici si aggiunse un più grave errore psicologico e cioè la fuga e l'abbandono dei civili alla rabbia tedesca, indice di incapacità di accettare le conseguenze delle propria azione. L'assunzione delle proprie responsabilità sarebbe stato non solo un atto di eroismo, ma anche di bontà, perchè avrebbe risparmiato sangue inncocente". Chi doveva quindi prendersi la responsabilità?

 

 

 

           QUESTO SITO E' SEMPRE DISPONIBILE AD OSPITARE QUALSIASI REPLICA DA QUALSIASI PARTE GIUNGA.

 

Le affermazioni contenute su questo sito sono o di Pubblico Dominio, o autorizzate dagli autori stessi, o riprese da libri, giornali, video o altri mezzi pubblici di diffusione. La relativa documentazione è a disposizione di qualsiasi persona ne faccia richiesta.

 

Una bella sodddisfazione. Riceviamo dal prof. Bruno Caon storico, scrittore e conoscitore della storia locale questo giudizio sul documentario "La memoria di Giano". Sono oltre 100 gli attestati di solidarietà poi nei confronti del regista Quattrina, arrivati da tutta Italia e alcne dall'estero, per quanto descritto sopra.

Ulteriore conferma


I LIBRI DI STORIA VANNO RISCRITTI, LO DICONO GLI STORICI!|

 

In base alla uscita del mio documentario, i libri di storia vanno riscritti. Uno degli scrittori più citati, anche dall'Avv. Verzotto per dimostrare le sue teorie  sulla Storia della Strage di Santa Giustina afferma, fra gli altri e  concordi, che se dovesse riscrivere il suo libro:

"...sicuramente apporterei al mio testo molte correzioni di contenuto, dotandolo di un apparato di note, a piè di pagina, facenti riferimento anche alle tue osservazioni e a quando ricavato dal docufilm".


La storia della strage di Santa Giustina in Colle 27 aprile 1945

Film Documentario di Mauro Vittorio Quattrina

Un grande articolo della nostra Costituzione!


DOCUMENTO INEDITO!

fedelmente trascritto dalla Cronaca Parrocchiale di Arsego:  3 – 6 maggio 1945. Non utlizzato nel documentario

3 – 6 maggio 1945  Cronaca nera. Non appena le forze anglo-americane  scacciarono dal nostro paese e da tutta Italia i tedeschi, in Casa Carnaroli Pugnalin, fu ordita contro il Parroco - Don E. Romanato - un’infame congiura.

 

Da alcuni cosiddetti partigiani, per una falsa accusa, fu posto perfino sul tappeto il progetto della di lui (Don E. Romanato n.d.r.) soppressione. La trama fu sventata da un partigiano presente che protestò contro l’iniquo disegno. Si pensò allora al di lui allontanamento dalla Parrocchia.

 

Il figlio della Signora Elena Carnaroli Pugnalin, verso le ore 20, con la sua automobile, lo trasportò a S. Giustina in Colle, per essere ivi sottoposto ad un interrogatorio. Fu trattenuto per 2 ore nelle Scuole Comunali; il pomeriggio, le accuse dovevano essere esposte e rivelate a S. E. il Vescovo e al Prefetto di Padova, che presero parte ad una ufficiatura solenne per le vittime assassinate dalla SS. Tedesche. Fra le vittime ci furono l’Arciprete e il Cappellano di quella Parrocchia.

Un certo Verzotto, finita l’Ufficiatura, tentò di esporre alle due alte Autorità le accuse contro Don Romanato, ma non furono accolte.

Fu incaricato di riceverle il Cancelliere Vescovile, il ché avvenne in una stanza del Municipio di S. Giustina in Colle. Le accuse furono inoltrate dal Sindaco di S. Giorgio delle Pertiche – certo Beccegato Gherardo fu Emilio – residente in Arsego. Dette accuse erano affatto infondate.

 

Il Parroco, udito di ché si trattava, ritornò tranquillamente in Parrocchia. Ma la sua permanenza fu assai breve, poiché, la Domenica seguente, giorno 6 maggio, da S. Giorgio delle Pertiche, sotto il pretesto di arresto, o fermo, emanato da un’Autorità Provinciale, lo stesso fu preso in Arsego e fermato da certo Peggion dott. Angelo fu Umberto, fu tradotto a Padova, dinanzi ad un Commissario di Polizia.

 

Questi, postosi per telefono in rapporto con l’Ecc.mo Vescovo, annuì alla di lui richiesta che il Parroco facesse il suo domicilio coatto non in prigione ma alla Casa del Clero, ove se ne stette 30 giorni.

 

Il giorno 6 giugno, il Vice-Prefetto, Avv. Attilio Gallo, avendo constatato che le accuse mosse al R. Parroco non avevano alcuna consistenza e che erano frutto di rancori personali, concesse il nulla-osta per cui io fui libero di andare. Il Parroco, però, fece ritorno in Parrocchia, per ragioni di precauzione, il 12 giugno successivo, all’insaputa di tutti, il ché fu fatto per evitare una dimostrazione di affetto e di riprovazione che i buoni fedeli di Arsego avevano in animo di effettuare.

 

Autori di questa ignobile manovra furono tre-quattro persone, le quali, con il ritorno del Parroco nella sua casa, resteranno svergognate e confuse. La sua liberazione, il Parroco, la dovette, principalmente, a Mons. Vescovo: Dott. Carlo Agostini che non si prestò a certe manovre, architettate con diabolica astuzia.

 

Su questo argomento sono attualemente in corso degli studi.

 

COPERTINA DVD

Locandina del docufilm che e' stato presentato in conferenza stampa nello spazio della Regione del Veneto presso l'Hotel Excelsior del Lido alla 72. Mostra Internazionale di Arte Cinematografica di Venezia con la Regione del Veneto, il Comune di Santa Giustina in Colle (Padova) e il regista Mauro Vittorio Quattrina